Sabatti: una tradizione armiera lunga tre secoli

La Val Trompia è una regione montana nel Nord Italia, in provincia di Brescia. Molti documenti storici testimoniano la lavorazione dei metalli e la produzione di armi in Val Trompia fin dai tempi più antichi. Esempi di questa antica tradizione armiera italiana sono custoditi nei principali musei di tutto il mondo e rivelano l’ingegnosità e l’alto grado di raffinatezza raggiunti dagli artigiani delle varie epoche.

La tradizione armiera Sabatti nasce in questa realtà storica, con una numerosa famiglia che da tre secoli è attiva in tutte le specializzazioni inerenti alla fabbricazione di armi da fuoco.

Fra i più noti, nei primi anni del 1700 in Gardone Val Trompia troviamo operante “l’archibusaro” Lodovico Sabatti, che oltre a costruire eccellenti pistole a pietra focaia è anche un qualificato e apprezzato “cannoniere” (fabbricante di canne).

Stimato e abile fabbricante di armi da fuoco è anche Giuseppe Sabatti, che esplica la sua attività in Gardone Val Trompia tra il 1760 e il 1815.

Nella prima metà dell’Ottocento, un altro Giuseppe Sabatti è invece specializzato nella fabbricazione di canne, gode di ottima reputazione ed è considerato fra i migliori fabbricanti di canne in finissimo damasco.

MAESTRI CANNONIERI DA TRE SECOLI, ARMAIOLI DA SEMPRE

Fra il 1840 e il 1880 troviamo poi attivi il Maestro di canne Domenico Sabatti e l’archibusaro Giovanni Sabatti.

Oltre alla fabbricazione di canne, la famiglia Sabatti è stata sempre attiva anche nella fabbricazione degli acciarini, i sistemi di sparo, quelli che oggi definiremmo le “azioni”. 

Infatti, quando nel 1848 il governo provvisorio di Brescia chiede agli artigiani della Val Trompia “non il sangue, ma la loro opera in difesa della patria”, scopriamo che quattro acciarinai su dieci sono Sabatti.

Sono molti i nomi dei componenti delle varie diramazioni della famiglia Sabatti che, in seguito, da soli o in società con altri, hanno continuato ininterrottamente questa attività fino ai giorni nostri.

È comunque nell’immediato periodo postbellico (1946) che Antonio Sabatti in società con Giuseppe Tanfoglio ridà nuovo vigore alla produzione di componenti per fucili da caccia, questa volta preferendo la fabbricazione di acciarini.

Verso il 1956 ha inizio anche la produzione di pistole semiautomatiche per difesa personale, ma dopo quattro anni questa società si scioglie, assegnando a ciascuno dei due soci un diverso settore di attività.

In seguito a questa scissione, nel 1960 i figli di Antonio Sabatti costituiscono una nuova società che da allora è cresciuta e si è conquistata un ruolo importante nel panorama mondiale dei produttori di armi sportive.

Oggi Emanuele, Antonio e Marco, nipoti di Antonio Sabatti, continuano a produrre fucili da caccia a da tiro sempre migliori e sempre più rispondenti alle aspettative dei clienti di tutto il mondo.

E ancora oggi i punti di forza delle armi Sabatti sono nella qualità delle canne e delle azioni.