Se nel tiro a segno dovessimo fare una classifica sulla base della difficoltà  tecnica delle varie discipline saremmo abbastanza in imbarazzo, tutte sono difficili, tutte per eccellere richiedono impegno, costanza dedizione quasi monacale alla propria passione, ma una in particolare, anche se non molto conosciuta e purtroppo oggi poco praticata potrebbe essere facilmente considerata la più difficile.

Stiamo parlando della disciplina di Fucile Standard a 300 m.

In questa disciplina si prevede il tiro a 300 m, nelle tre posizioni canoniche, in ginocchio, a terra e in piedi, ovviamente come in tutte le discipline ISSF si tira solo con mire metalliche e senza alcun appoggio esterno, ma le difficoltà  non finiscono qui.

La specialità  deriva come à dal tiro militare con fucili d’ordinanza, armi essenziali, di peso limitato, dotate di organi di mira semplici e soprattutto prive di infinite possibilità  di regolazione. Con il Fucile Standard si spara così come è, punto e basta! Non si regola niente o quasi niente e cosa più importante non si modifica niente o quasi niente durante la gara.

Basterebbe questo per spiegare la fama di difficoltà  che ammanta quest’arma, ma per meglio spiegare di cosa parliamo vediamo alcune altre significative prescrizioni di regolamento:

1·         Peso arma pronto gara  5,5 Kg

2·         Peso dello scatto 1,5 kg

3·         Calibro max. 8 mm

Oggi simili armi sono prerogativa quasi esclusiva di produttori stranieri, i soliti svizzeri la fanno da padrone, con qualche episodica apparizione di armi tedesche  SIG SAUER STR o austriache e un solo produttore italiano fino ad oggi.

Sabatti ha deciso, quasi per scommessa, durante la scorsa stagione di tiro di avventurarsi nella sponsorizzazione di un giovane talentuoso e appassionato: Riccardo Ranzani, che con una nostra canna MRR in 308 winchester è riuscito a vincere il Campionato Italiano in una disciplina dove appunto non ci eravamo mai cimentati.

A questo punto ci siamo sentiti di passare da una fase scommessa ad impegnarci seriamente con Riccardo nello sviluppo di un Fucile Standard con tutti i crismi.

Il nostro obbiettivo è confermare dopo gli scorsi successi, che si può gareggiare e vincere contro i mostri sacri anche con budget molto più accessibili.

Per ora siamo a livello di prototipo, ma non escludiamo per il futuro di produrre in piccola serie. Sempre se i test daranno l’esito prestazionale e competitivo che ci aspettiamo.

Siamo partiti dalla classica azione Sabatti Rover, dotata di una canna Multiradiale conica da 22 mm in volata, di lunghezza 56 cm munita di una prolunga in alluminio per riportare la lunghezza di mira alla misura opportuna per la precisione richiesta.

La calciatura deriva da quella impiegata per la Tactical LW, opportunamente alleggerita e modificata , dotata di una slitta UIT in alluminio sotto l’asta, per consentire il montaggio del ferma mano per la cinghia impiegata nel tiro a terra ed in ginocchio e di un calciolo in gomma regolabile in altezza.

La carabina da tiro standard è dotata di serie del classico caricatore amovibile da 3 colpi, anche se nelle competizioni italiane sarà  impiegata in configurazione monocolpo, è comunque possibile impiegare un caricatore da 5 colpi nel caso si volesse utilizzare l’arma per le competizioni CISM di tiro rapido, che prevedono appunto il tiro di serie da 5 colpi.

Il calibro al momento scelto per il primo test è il classico dei classici, il .308 W che tanto bene si sta comportando su tutti i campi di tiro a lunga distanza e con cui Riccardo, sempre con una Sabatti MRR, ha appena vinto il Campionato Italiano di AL 3p a 300m. In futuro è comunque probabile che affiancheremo un secondo prototipo in 6,5×47 Lapua.

Quali organi di mira dell’arma Riccardo ha scelto la diottra Anschutz 7020 fissata all’azione a mezzo di una slitta Contessa a coda di rondine da 11mm ed un tunnel fissato sulla prolunga di mira modello Centra Score da 22mm.

I primi test sono previsti per la fine del mese di ottobre presso il TSN di Colle Val d’Elsa, dove dopo un breve rodaggio inizierà a provare l’arma nelle posizioni accademiche.