Ranzani, uno dei miglior tiratori in Italia, ha messo alla prova la nuova Carabina Sabatti STR 6BR dal rodaggio a 0,22 MOA in 100 colpi su una distanza di 300 mt. Ci ha raccontato passo dopo tutte le fasi di tiro.

“La scorsa settimana avevo cominciato a Colle Val d’Elsa a far sparare il nuovo Sabatti STR in 6BR MRR. Con delle Lapua commerciali da 90 grani avevo tarato le mire e effettuato i primi cinquanta colpi di rodaggio. Questo weekend complice una bella giornata di sole abbiamo testato l’arma al Long Range Shooting Roma sulla Laurentina.

In settimana ho preparato 50 cartucce con palle Berger da 105 grani, per la dose ho scelto di partire da una carica media sulle tabelle, 27 grani di N140, per il Free Bore invece dopo averlo misurato con una buona attenzione ho deciso di tenermi a 0,3 dalle righe, con una lunghezza di 45,20 mm misurata sulla spalla della palla, che corrisponde ad un OAL totale di 59,90 mm, per gli inneschi i CCI small rifle. Sui bossoli (Lapua) ho eseguito solo neck e rettifica del foro di vampa, in quanto tutti presentavano bave di lavorazione evidenti.

Dopo la scorsa sessione ho pulito la carabina con attenzione e ho dato anche una vigorosa passata di Pasta Iosso. Il tiro con questo 6BR richiede una tecnica diversa da quella che sono abituato ad usare con il mio 308W, quindi credo che ci vorrà un minimo di adattamento, il peso dell’ arma è leggermente inferiore al mio “Old Reliable” 308W MRR, questo per via della lunghezza di canna che nel 6BR è di 61 cm, a fronte dei 69 del calibro maggiore, questo sempre con un diametro di canna di 28 mm.”

Per riportare la lunghezza di mira alla misura opportuna è montata sulla carabina una prolunga di mira in alluminio anodizzato nero. Le mire sono le classiche Anschutz,  una diottra 6805 da 10 click e un tunnel Centra da 22 mm.

Ranzani continua raccontandoci la giornata di prova di tiro:

“Ho iniziato a Roma con un leggero venticello da sinistra, non molto forte ma che vedo che alla distanza muove qualche ramo. La prima rosata si colloca in basso a destra sul bersaglio ed escluso ovviamente il primo colpo che pulisce la canna gli altri 9 sono abbastanza ben raggruppati formano un ovale di 82 mm x 35 mm, 8 colpi in 62 x 35.

Dopo aver verificato il bersaglio alcune tacche per staccare la seconda rosata, che sempre di 10 colpi si colloca in diagonale leggermente più in alto e così come anche la terza è caratterizzata da un colpo che si stacca nettamente dal raggruppamento rimanendo più alto.

La quarta rosata inizia però a trovare una sua regolarità, e forma un ovale oblungo di dimensioni circa 1 Moa, segno che la canna inizia a condizionarsi e probabilmente io inizio a prendere confidenza con il calibro.

L’ultima rosata infatti è la migliore della giornata, 10 colpi sono raggruppati in una rosata di dimensioni 52 mm x 54 mm che corrisponde a 0,6 Moa, addirittura cinque colpi sono in 19 mm x 18 mm che fa un Moa di 0,22, una misura eccezionale se si tiene conto che la canna con questi ultimi dieci colpi ha appena raggiunto quota 100.

Il miglioramento durante tutta la prova è stato costante, le rosate sono diventate via via più rotonde e regolari sino a trovare il massimo nell’ ultima. Come punto di partenza credo che quindi ci siamo, possiamo essere contenti del lavoro fatto, la carabina spara molto bene, si tratta solo di completare il rodaggio e di trovare la sua munizione, magari provando oltre ad altre dosi e OAL anche qualche altra polvere, ma questo sarà il compito che ci aspetta per il periodo natalizio.”